Oh, ma che argomento interessante!
Oggi (veramente oggi era dieci giorni fa, e comunque oggi di solito è domani o tra tre mesi) stavo mangiando delle albicocche e in una ci ho trovato un vermino. Piccolo piccolo. A una persona comune questo avrebbe fatto enormemente schifo e avrebbe potuto:
A. Mangiare l'albicocca a occhi, naso orecchie e bocca chiusi costringendo il povero vermino a una morte atroce, sciolto dagli acidi gastrici. Poi una volta ruttati gas provenienti probabilmente anche dal vermino, i sensi di colpa sarebbero presto spariti insieme al povero corpicino del vermino e ai gas del povero corpicino del vermino.
B. Buttare l'albicocca nel bidone dell'organico costringendo il vermino a una morte orribile, prima soffocto dalle muffe, poi schiacciato dal camion della spazzatura e/o mangiato dal barbone che passa da due anni regolarmente sotto casa mia ogni giovedi sera e/o triturato dal camion che aveva precedentemente schiacciato il barbone appisolatosi nel bidone dopo che aveva ingordamente mangiato tutto ciò che c'era nel bidone.
C. Prelevare selettivamente il vermino dall'albicocca con una pinzetta, stando attento a non fargli male e impiombarlo con 27 colpi di calibro trentatre, seguiti da 56 coltellate al torace per assicurarsi che fosse morto, seguiti da un lapidario ti voglio bene denver .
Io invece no, ho tenuto l'albicocca e ho allevato dolcemente il vermino fino a quando non è stata invasa da muffe talmente tanto evolute, che quando mi avvicinavo per controllare cercavano di risucchiarmi i fluidi vitali con le cannucce dell'estathè. Di sera erano meno aggressive e discutevamo di come il luteranesimo avesse cambiato le opinioni dei fiorentini rispetto alla dinastia degli aristocratici del luogo. Poi visto che si finiva sistematicamente coll'annoiarsi ci mettevamo a giocare alla dama di vodka.
A quel punto ho capito che non c'era da fare più nulla e ho buttato l'albicocca giù in cortile, di notte, mentre nessuno mi vedeva, con le lacrime che mi scendevano copiosamente dal naso lasciando il povero vermino al suo destino; trasformarsi nel camoscio d'oro o nella mucca viola della Milka. Di camosci nel mio cortile non ne girano, quindi penso di aver intuito come mai mia nonna da un po di giorni beve latte verde al gusto di cioccolato fondente mentre registra gli episodi della signora in giallo.
2 comments:
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